CENTRO RESIDENZIALE “FAGEM”

 

Il “Centro Residenziale Fagem” è sito in Chieti, via Aterno 309.

La struttura è costituita da villette  a schiera.

Ogni villetta è composta da ingresso, salotto, 1 – 2 – 3 camere a 1 o 2 letti, bagno con doccia; alcune villette dispongono anche di cucina.

Le villette sono disposte intorno ad un complesso centrale in cui si trovano:

– cucina e dispensa

– sala da pranzo con doppi servizi

– sala ricreazione

– sala gioco/TV/biblioteca con doppi servizi

–  salottini per visite ospiti.

    

La struttura dispone, inoltre, di:

– segreteria e direzione

– infermeria

– bar per ospiti con servizi

– salone polivalente per convegni, attività ricreative, proiezioni televisive e cinematografiche su maxi-schermo

– parco per attività ludiche, ricreative e sportive.

Una villetta della struttura è adibita  alla  “accoglienza d’emergenza” di persone che sono accompagnate dai Servizi sociali o dalle Forze dell’ordine per tempi brevissimi.

Il complesso è circondato dal verde di numerosi alberi e dal colore dei fiori dei giardini che si inseriscono tra le varie unità immobiliari.

La struttura può offrire accoglienza a :

– n. 7 anziane

– n.10 (+ 2) minori

­-n.  5 donne in difficoltà con o  senza  figli.

 

ACCOGLIENZA PER ANZIANE AUTOSUFFICIENTI

“IL PENSIERO”

SCOPI E FINALITA’

Il Centro Residenziale FAGEM accoglie persone anziane di sesso femminile, autosufficienti, preferibilmente prive di famiglia o con famiglie aventi problemi particolari.

Offre alle anziane l’assistenza per tutte le loro necessità:

– sostegno psico-sociale nell’inserimento in comunità

– sostegno nelle normali attività quotidiane

– servizio di pulizia e lavanderia

– somministrazione pasti

– assistenza infermieristica, sotto la supervisione dei medici curanti

– organizzazione di attività ricreative

– assistenza spirituale.

Per quanto possibile, l’intento è ricreare un ambiente familiare sereno e confortevole, in cui esse possano sentire meno il distacco dalle proprie famiglie, ove ve ne fossero, e dal loro ambiente di vita.

Per favorirlo sono sollecitate visite da parte dei familiari, amici e conoscenti in base agli orari stabiliti nell’ambito delle esigenze della comunità.

Nei fine settimana e nelle festività più importanti, si favorisce il rientro in famiglia delle anziane, per momenti di convivialità con le persone più care.

Famiglie vicine allo spirito della Fondazione  offrono la loro presenza alle anziane prive di familiari di riferimento, all’interno della struttura specie nei momenti particolari (festività, fine settimana, vacanze.).

Le ospiti, inoltre, hanno stretti contatti con i minori e i nuclei familiari inseriti come loro nella struttura, per ricreare, almeno in parte, il mondo affettivo che avevano nella loro famiglia.

A parte i momenti di riposo notturno e pomeridiano nelle proprie strutture di accoglienza, per il resto della giornata è favorita la vita in comune, che prevede la refezione, la ricreazione, momenti di preghiera e terapia occupazionale diversificata.

 

CONVIVENZA  DIURNA

La struttura è disponibile anche all’accoglienza diurna di anziane.

La convivenza diurna  vuole essere un aiuto alle famiglie che, pur non volendo allontanare definitivamente le anziane dalla propria casa, si trovano nell’impossibilità di assicurare loro assistenza durante le ore diurne.

La convivenza diurna comprende cura delle anziane, terapia occupazionale diversificata, organizzazione di attività ricreative, assistenza infermieristica.

Le anziane sono completamente integrate nella struttura con le ospiti permanenti.

La convivenza diurna ha inizio alle h.7,30 e termina alle h.19, compatibilmente con le necessità delle famiglie.

 

CONVIVENZA TEMPORANEA

La struttura offre la possibilità di ospitare anziane anche solo per periodi limitati.

Questo servizio vuole aiutare le famiglie che, per vari motivi, non possono occuparsi temporaneamente delle anziane che abitualmente vivono con loro.

Le ospiti temporanee sono totalmente integrate con le ospiti permanenti e inserite nelle normale vita della struttura.

Anche per loro, a parte i momenti di riposo notturno e pomeridiano nelle proprie strutture di accoglienza, per il resto della giornata è favorita la vita in comune, che prevede la refezione, la ricreazione, momenti di preghiera e terapia occupazionale diversificata.

 

ACCOGLIENZA PER MINORI

“GUIDAMI”

SCOPI E FINALITA’

Il Centro Residenziale Fagem  accoglie gratuitamente nelle proprie strutture minorenni (fino a 14 anni se di sesso maschile) anche extra-comunitari con problemi familiari, psicologici o fisici su richiesta:

– del Servizio sociale

– delle Forze dell’ordine

– del Tribunale  per i minorenni

al fine di offrire:

– adeguata assistenza materiale

– sostegno psicologico

– formazione umana, etica, sociale e professionale

– accompagnamento verso eventuali affidamenti familiari o adozioni

– preparazione psicologica e culturale all’inserimento lavorativo nel mondo e all’assunzione delle proprie responsabilità nel contesto sociale.

I minori devono ritrovare nella struttura un clima familiare sereno, che li aiuti a superare i traumi subiti e a recuperare il sorriso, la fiducia, la stima di sé e degli altri.

L’intento è offrire loro lo spirito della famiglia che viene a mancare, sia creandola all’interno della struttura, sia mantenendo, laddove possibile e nei termini consentiti, il rapporto con la famiglia d’origine o con altre famiglie d’appoggio sensibili alle problematiche minorili.

Durante il giorno i minori vivono insieme la refezione, i momenti di studio, le attività ricreative, il tempo libero, perché si ritiene che la relazione con i propri simili stimoli e favorisca l’autorealizzazione ed educhi alla libertà e al rispetto reciproco.

Sono favoriti i rapporti con le anziane presenti nella struttura per favorire nei minori l’apprezzamento e la stima della persona anziana e nelle altre lo stimolo derivante dal ruolo di  “nonne” che possono assumere nei confronti dei minori.

Sono frequenti i contatti anche con le famiglie d’appoggio a cui sono “idealmente” affidati i minori per consentire un riferimento alle figure genitoriali e ad una famiglia che possa sostenere nei momenti di difficoltà e accompagnare in attesa di eventuali affidi o adozioni.

Se è consentito, nei tempi e nei modi più opportuni per il minore, si favoriscono le relazioni con la famiglia d’origine (visite e telefonate), al fine di aiutare la stessa a superare le difficoltà che impediscono lo svolgimento di una serena convivenza e per favorire il reinserimento del minore.

Con il permesso del Tribunale, anche  eventuali famiglie affidatarie con affido temporaneo o preadottivo sono coinvolte in questo processo di socializzazione, onde evitare ai minori traumi al momento del distacco dalla comunità in cui sono cresciuti o hanno vissuto anni fondamentali della propria vita.

Ciò consente di  mantenere buone relazioni con il minore e con la nuova famiglia anche per il futuro.

Sono inseriti in strutture scolastiche esterne e seguiti nelle attività didattiche dagli operatori della struttura e da un tutor, che si preoccupano di pungolarli e sollecitarli ad uno studio fattivo per una buona preparazione culturale e professionale.

E’ favorita la loro integrazione in attività sportive esterne, in base alle loro propensioni, anche per favorire i rapporti con coetanei che vivono in contesti diversi.

 

I MINORI “DI EMERGENZA”

La struttura accoglie anche minori “d’emergenza”, ossia minori accompagnati dai Servizi sociali o dalle Forze dell’ordine con provvedimenti di particolare urgenza e per brevi periodi.

Essi sono perfettamente integrati nell’attività di socializzazione con gli altri ospiti.

 

I MINORI DIURNI

All’interno della struttura sono accolti gratuitamente anche minori che i genitori o i singles hanno difficoltà a custodire per motivi di lavoro nel corso della giornata o oltre l’orario scolastico. Questi minori sono perfettamente integrati con gli altri ospiti nelle varie attività all’interno della struttura.

 

ACCOGLIENZA DI DONNE IN DIFFICOLTA’

“ARMONIA”

SCOPI E FINALITA’

Nel Centro Residenziale FAGEM sono accolte gratuitamente donne in difficoltà, con o senza figli, anche extra-comunitarie,  alle prese con problemi diversi: separazione coniugale, violenza familiare, disoccupazione, alcoolismo,  ecc…

Le donne con figli vengono ospitate con loro  nella stessa unità abitativa, per consentire ai figli di mantenere il contatto con la madre e alle madri di sentirsi sempre responsabili verso i propri figli, soprattutto laddove maggiore è necessario il recupero della propria genitorialità.

Vivono, però, i momenti comuni di refezione, ricreazione, tempo libero, ecc…, con gli altri ospiti della struttura, sia minori, sia anziani per creare con la collaborazione di tutti un clima familiare e sereno all’interno della struttura.

Le donne sono responsabilizzate e inserite nelle varie attività giornaliere o nei momenti in cui sono presenti, se lavorano all’esterno:

– si occupano della pulizia e del riordino della propria casa e dei locali comuni

– si interessano delle necessità e delle attività dei figli

– collaborano all’organizzazione di attività ricreative e ludiche

– possono dedicarsi alla propria formazione culturale e professionale.

I minori sono inseriti tra gli altri piccoli ospiti in base alla loro età per le varie attività con il supporto delle madri e dei tutors.

Una particolare tipologia di disagio, è costituita da donne che si trovano nella condizione di madri sole, comunemente definite  “madri-nubili”.

Spesso, una madre nubile “in attesa”, senza un posto dove vivere, senza la disponibilità del partner e della famiglia d’origine, non ha altra scelta se non l’aborto; così come una ragazza che ha accettato di portare avanti la sua gravidanza, specialmente se straniera e sola, non ha altra scelta se non la strada.

La loro maternità deriva spesso da situazioni particolarmente penose, legate a carenze familiari, a prostituzione, a tossicodipendenza, ad alcoolismo, a immigrazione…

 

La Fondazione vuole realizzare una vera e propria rete di accoglienza che, attraverso un percorso caratterizzato da lunghi tempi di permanenza nella casa (3-4 anni o più, se necessario), consenta:

– il sostegno e l’accoglienza della vita nascente, andando incontro a tutte le situazioni di difficoltà che si oppongono allo sviluppo del bambino concepito

– la crescita serena del minore

– il recupero della dignità della madre, intervenendo sul piano economico, morale e spirituale

– il raggiungimento della maturità genitoriale

– lo sviluppo di una buona relazione madre-figlio

– una buona integrazione nella società e nel mondo del lavoro

 

Le madri nubili risiedono in unità abitative che consentono la disponibilità di propri spazi vitali in cui vivere liberamente la propria maternità.

Vivono il momento della refezione e il tempo libero nei locali comuni, che consentono la socializzazione tra loro e le abituano alla socializzazione più allargata con altri ospiti della struttura.

Danno il contributo nella gestione dei servizi e collaborano alle attività ricreative e ludiche.

Naturalmente si occupano della cura dei propri figli, per acquisire una sempre maggiore capacità genitoriale, sia per la soluzione di problemi pratici, sia per gli aspetti psicologici della nuova identità.

Possono frequentare corsi di studio e di formazione professionali affinché possano accedere al mondo del lavoro in cui si cerca di inserirle, una volta raggiunta la maturità necessaria.

Anche per le  madri nubili come per i minori è sollecitata la presenza delle famiglie di origine, se è possibile, e la presenza di altre famiglie sensibili al problema, che un domani potranno essere una sorta di famiglia adottiva e un punto di riferimento al quale rivolgersi una volta fuori dal centro.

 

ACCOGLIENZA D’EMERGENZA

Nella struttura è prevista l’accoglienza di emergenza di persone che chiedono la soddisfazione immediata di necessità psico-fisiche (pulizia personale, pasto caldo, ospitalità, sostegno psicologico…) e persone accompagnate dai Servizi Sociali o dalle Forze dell’Ordine ( senza fissa dimora, stranieri, rom, minorenni, donne vittime di violenza, ecc.) per tempi brevi, in attesa di provvedimenti definitivi ( ad es. rimpatrio per gli stranieri, riaffido alle famiglie per i minori).

Essendo persone con particolari situazioni di disagio, il loro inserimento immediato nella struttura, può creare problemi igienico-sanitari, psicologici, di adattamento per gli altri ospiti.

Sono, quindi, accolte in una villetta realizzata per questo scopo, previo colloquio con l’Assistente sociale della Fondazione.

Su loro richiesta e, se necessario, possono essere  visitati dal personale sanitario, per la diagnosi di eventuali patologie e per interventi  possibili nei tempi ristretti del loro soggiorno, anche con l’aiuto del personale infermieristico della struttura.

E’ possibile anche l’incontro con lo psicologo per l’individuazione di un percorso di sostegno.

Qualora le loro situazione non trovi soluzione nel breve periodo, gli ospiti sono gradualmente inseriti nella struttura a lungo periodo.